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Ho qualcosa da chiedere
Leggiamo nel Vangelo queste parole di Gesù: Io faccio sempre quello che piace al Padre mio.
E noi, fàcciamo sempre, tutti, quello che piace al Signore?
Ci sono, tra tante altre, tre cose che si fanno e che penso proprio che non piacciano al Signore e sono cose che, soprattutto come parroco, non piacciono neanche a me per cui mi prouo a chiedere che non si _facciano più.
La mia è una preghiera che rivolgo a fratelli e sorelle, quasi alla maniera del mendicante che stende la mano e chiede un segno di comprensione e benevolenza. Qui chiedo tre cose che dovrebbero già essere entrate nella consuetudine di tutti senza bisogno di essere ricordate e raccomandate.
Comunque, senza indugiare su biasimi e rimproveri, facendomi un po' coraggio, come prima cosa esprimo il mio feruido desiderio che quando c'è una sepoltura quanti ui partecipano non stiano fuori della chiesa durante la ce lebrazione della Messa o, se proprio hanno paura di entrare, almeno non disturbino con le loro conuersazioni disinvolte e pianemente disapprouabili. Arriverà per tutti 1a volta in cui saremo portati in chiesa chiusi in una bara e perciò conuiene prepararsi a quell'evenienza ineuitabile abituandosi ad entrare per accompagnare chi se ne va prima di noi.
Poi mi uiene da pensare ai matrimoni che si celebrano ancora in chiesa e alla parte conclusiua con tutto quei riso che sporca soltanto ed obbliga ogni volta sempre la stessa o le stesse persone ad addossarsi la fatica di raccogliere, pulire, restituire decoro a chiesa e sagrato.
E poi, perché sporcare la chiesa da credenti se, in scelte diuerse, oggi piuttosto frequenti, non si sporca il palazzo comunale?
Siete d'accordo che sarebbe ora di lasciar di nuouo cadere, per sempre, una brutta ed indecorosa consuetudine?
Ed ecco un'ultima cosa: quando ci sono delle celebrazioni particolari e la chiesa accoglie tanti fèdeli, si eviti, per favore, tutto quello che è indicazione di poca fede, di mancanza di deuozione, di buona educazione e di rispetto della Casa di Dio.
Ricordo la Messa della scorsa fèsta di Pentecoste con la Prima Comunione di ventiquattro nostri fanciulli.
Nella chiesa, per la prima uolta, ci, fu tutto quello che proprio aurei uoluto non ci fosse.
Ho vissuto quella speciale ora di preghiera con disagio ed amarezza e purtroppo di quella celebrazione, a me tanto cara, questa volta mi è rimasto un ricordo spiacevole ed amaro.
Diceva San Bernardino da Siena che il mondo è fatto a scale e c'è chi scende e c'è chi sale.
La nostra comunità parrocchiale, purtroppo. sta scendendo. Giriamocí, vi prego. e torniamo a salire.
Il Pievano
CHI SEMINA RACCOGLIE
Quando l'anno scolastico sta per finire,
per tanti, piccoli e grandi, ci sono gli esami
e sovente sono spauracchi e fan soffrire
e con i libri spingono a rinnovar legami.
Oportet studuisse et non studére,
dice l'antico monito magistrale
e invita a ricercar il buon sapere
con lo studio assiduo e regolare.
Durante l'anno è meglio tagliare il gioco
e lo studio coltivar con buona cura,
dando a questo tanto, al resto poco,
contenti di arricchirsi di cultura.
Ognuno quel che semina raccoglie,
dice la Scrittura, e convien pensare
che quando della vita si è alle soglie
già incominciare bisogna a seminare.
Sono versi del vecchio Pievano
che indietro vorrebbe tornare
quand'era il giovane Ettore Ghiano,
per studiare di più, e più cose imparare.
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