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Carissimi
«Non temere, piccolo gregge: io sono con voi». Con queste parole di Gesù che sono tra le più confortanti di tutte quelle che egli ha detto, volentieri incomincio questa nia lettera sul Bollettino parrocchiale di inizio d'estate, quando stanno per arrivare le vacanze che sono tempo di evasione e, purtroppo, anche di comoda dispersione.
É già tanto facile dimenticare il Signore nel tempo normale dell'anno e molto più lo è nella stagione della libertà da impegni quotidiani, anche obbliganti e gravosi. Lasciate che ritorni ed insista su quelle parole di Gesù.
Intanto ci ricorda che siamo il piccolo gregge e ci invita a non aver paura, e poi dice a tutti: Io sono con voi.
Gesù non è uno più o meno come gli altri, un uomo speciale, buono fin che si vuole ma soltanto uomo, con lirniti nel dare e nell'amare.
Il Catechismo da sempre insegna che Gesù è il Figlio di Dio che si è fatto uomo per salvarci.
Negli Atti degli Apostoli leggiamo che «solo in Gesù e in nessun altro c'è salvezza e non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati».
E proprio lui, Gesù, mentre faceva miracoli di ogni genere ed obbligava a credergli, disse di essere la Via, la Verità e la Vita. Il cristiano non può scegliere un'altra strada che non sia Gesù e non può accettare altre idee, credenze, direi fedi che non siano Gesù.
II cristiano non può vivere senza Gesù e San Paolo convince con quel suo «Mihi vivere Chrístus est» che vuol dire: La mia vita è Cristo.
E allora se Gesù dice: «Io sono con voi», non possiamo far finta di non sentire, o esitare, o rifiutare la sua presenza non sentendone desiderio e bisogno ma, convinti e con slancio, pieni di fiducia e di amore, dobbiamo rispondere dicendo: Se tu sei con noi, noi siamo con te. E dobbiamo esserlo veramente, coli tutta l'anima e con tutto il cuore.
Essere con Gesù vuol dire riconoscerlo per quello che Egli realmente è e credergli con pienezza di fede. La vera fede, infatti, è proprio credere in Dio e credere in Colui che Dio ha mandato, Gesù Cristo.
Ai cristiani di oggi si chiede di testimoniare con serietà e perseveranza la propria fede che dev'essere sernplice ed integra e, come disse il Papa, amica dell'intelligenza.
Chi veramente crede poi dà prova e testimonianza della sua speranza e finalmente vive la carità nella libertà dello spirito, nell'apertura dell'animo e nel sacro impegno del cuore che gusta anche il valore della rinuncia e del sacrificio, nella convinzione che è sempre meglio dare che ricevere.
Questa e la vita dei cristiani, bella da viversi ogni giorno, dal mattino alla sera, nel tempo di fatica nel lavoro incessante e nel periodo del riposo, della vacanza, liberi di scegliere e di occupare il tempo che sempre passa in fretta e, per come è vissuto, lascia nel ricordo e nell'animo delusione, amarezza, rimpianto e peggio, oppure soddisfazione e gioia.
Auguro a tutti un'estate di riposo e distensione, di luce, di armonia, di sana letizia, di feconda bontà, di grazia, con la gioia vera che dà Gesù.
Il Pievano.
L'emergenza è diventata una costante
Nel mondo, le situazioni di grande necessità sono innumerevoli e, se guardiamo bene, non finiscono mai. Ecco le ultime su cui è intervenuta la nostra comunità parrocchiale inviando il proprio contributo alla Caritas Italiana.
Aiuti a favore delle vittime delle tragedie di Birmania e Cina € 3.500/00; di cui: Caritas parrocchiale € 500,00; fanciulli 1° comunione € 435,00; offerte domenica 1° giugno € 320,00; Parrocchia € 2.245,00.
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