10 Ottobre 2004 + canonico Ettore Ghiano + 50 anni ad Almese

Un Pievano d'Oro 

Il 10 ottobre 1954 il canonico don Ghiano faceva il suo ingresso come parroco ad Almese

Sabato 9 e domenica 10 è stato festeggiato da tutti i suoi parrocchiani

Un anniversario così, in pochi se lo immaginano. Forse anche don Ghiano, data la commozione dimostrata sabato 9 e domenica 10, non credeva che il suo ministero ad Almese, sarebbe durato per più di mezzo secolo, dando quindi vita ad un legame tutto particolare con i parrocchiani almesini. I preparativi per i suoi festeggiamenti erano partiti già mesi fa, quando l’almesino doc Giorgio Calcagno si diede da fare per trovare i primi contatti in modo da organizzare tutto per il meglio. La sua funzione di coordinatore però, come sappiamo, è terminata improvvisamente a fine agosto, lasciando così questo compito nelle mani di quelli che sono rimasti. Grazie comunque al suo input, la due giorni di festeggiamenti per il pievano don Ghiano è stata ricca ed intensa.

Sabato 9 il coro “Mater Ecclesiae” di Almese, diretto da Silvano Bertolo, ricordano i suoi 25 anni di attività, ha tenuto un concerto in onore del pievano a cui ha partecipato un grandissimo numero di parrocchiani e non. Al termine della serata musicale, Bertolo si è fatto portavoce di una carrellata di ricordi legati al pievano e di spiegazioni riguardo al suo copioso operato in Almese. Durante l’esposizione, i molti intervenuti al concerto non almesini, erano stupiti di quanto quel parroco festeggiato avesse potuto fare per la sua gente. Anche i suoi parrocchiani se ne sono accorti e, alcune associazioni almesine in particolare, hanno voluto contribuire alla realizzazione di un regalo-simbolo da consegnare al loro pievano. Infatti, durante la serata di sabato, a don Ghiano è stato dato un bollettino parrocchiale un po’ speciale, non di quelli che periodicamente egli vuole che vengano pubblicati per informare la gente di Almese circa le attività della Chiesa locale, ma uno sui generis, che si occupasse interamente del racconto dei cinquant’anni più intensi del pievano don Ghiano. Con testimonianze e foto storiche, la raccolta vuol provare a tracciare il profilo caritatevole del suo pievano e soprattutto dirgli grazie per tutto il bene che ha fatto e che sta facendo per Almese.

Dopo la consegna, è stato il sindaco Bruno Gonella a prendere la parola per esprimere la gratitudine sua e di tutta l’amministrazione, nei confronti del pievano: “Inizialmente vorrei ringraziare il coro per essere stato capace di crescere in questi 25 anni divenendo un’istituzione prestigiosa che ha ottenuto grandi risultati e soddisfazioni. Parte del merito però, va anche al pievano che vi ha incoraggiati e che ospita i vostri concerti ogni volta che ne abbiate necessità. Io, a nome del consiglio comunale, volevo dire grazie a don Ghiano per la sua capacità di gestire molti problemi, accontentando tutti, giovani e anziani, con modestia e senza mosse plateali. L’Amministrazione comunale lo vede come un esempio e per dimostrare concretamente il suo affetto ha deciso di pensare ad un dono, grazie anche alla delicatezza pittorica di Leonardo Girardi”. Dopo queste parole, al pievano è stato dunque consegnato un trittico rappresentante all’interno la Natività di Gesù Cristo e all’esterno, chiudendolo come un cofanetto, il simbolo del Comune di Almese, per suggellare ancora una volta il legame tra istituzione pubblica e parrocchia.

In chiusura di serata il pievano -seduto per la prima volta nei primi banchi dal momento che di solito segue i concerti in disparte data la sua accentuata modestia- dopo lunghi attimi di commozione nel ricordo dei suoi anni trascorsi ad Almese, ha preso la parola: “Il sindaco ha già detto tante belle cose per il coro; il mio augurio è che la Madonna che vi ha aiutato fin qui ad andare sempre più avanti, continui ad avere uno sguardo benevolo su di voi”. Poi ha accennato al suo importante anniversario e alla festa a sorpresa che la comunità gli stava preparando: “Mi sento un po’ confuso e a questo proposito mi viene in mente il Miserere che afferma “spero di non essere confuso in eterno”. Voglio ringraziare l’Amministrazione per il suo graditissimo regalo; guardandolo mi pare quasi di essere immerso nel mistero Trinitario. Voglio anche ricordare un dono che in questi giorni mi è arrivato insieme ad altri e che mi ha fatto un piacere immenso: i bambini delle elementari, guidati dalle maestre, mi hanno preparato un libricino con cinquantasette disegni fatti da loro in occasione del mio anniversario, con nomi, dediche e pensieri. Un bimbo mi scrive “50 anni sono tanti. Io non so se sarei riuscito a stare e tu invece ce l’ hai fatta”. Sapete perché non mi sono pesati questi cinquant’anni? Perché vi voglio bene. Il mio programma di vita è’ sempre stato “vogliamoci bene”, ed ho sempre in mente la figura del pellicano che beccando il suo petto dà da mangiare ai suoi piccoli. Ad Almese sono venuto con gioia e la gioia di allora, pur essendo cambiata, c’è ancora, così come l’entusiasmo. Finché il Signore vorrà, per Almese metterò a disposizione tutto il mio cuore”. Dopo il concerto, è stata poi anche aperta la mostra fotografica curata dal CIF, in cui venivano ritratte alcune delle istantanee più belle dei cinquant’anni di vita parrocchiale del pievano.

Domenica 10 la S. Messa, aperta col canto “Chiesetta alpestre” le cui parole e la musica erano state composte cinquant’anni fa, rispettivamente dalla maestra Anna Bertolo e da don Giovanni Bertolo proprio in occasione dell’ingresso del nuovo parroco, è stata una delle più solenni che si siano mai celebrate; il coro, la filarmonica almesina, le associazioni intorno all’altare, il sindaco e l’Amministrazione e tanta gente. Tutti per dire grazie al pievano. A concelebrare con don Ghiano erano presenti il salesiano don Natale e l’amico del seminario, il can. Giovanni Penna. Durante l’omelia, il pievano ha nuovamente ringraziato il Signore e i suoi fedeli ed ha ricordato l’affetto profondo e la comunione che li unisce. Al termine delle funzione ha ancora preso la parola il sindaco Gonella, ribadendo la bontà e la carità che traspaiono ogni volta dalle espressioni di don Ghiano ed inoltre ha aggiunto: “Ci farebbe un immenso piacere se durante il prossimo consiglio comunale fosse presente anche lei, dal momento che vorremmo ancora conferirle l’attestato di cittadino benemerito”. Sul sagrato della chiesa la Filarmonica ha suonato per fare in modo che fosse davvero festoso quel giorno tanto importante per il pievano e la comunità, mentre alcuni raggi di sole si facevano spazio tra le nuvole del mattino presto. Qualcuno ha voluto che domenica facesse bel tempo, proprio come il 10 ottobre del 1954. La festa è poi proseguita nella sede degli Alpini dove gli ottimi cuochi Claudia Bertolo Bonaudo e Nino Santin hanno deliziato il palato dei commensali (ognuno a rappresentare un’associazione o un’istituzione del paese) tra cui anche Monsignor Vescovo Alfonso Badini Confalonieri, il can. Giovanni Penna, don Ettore Giorda, padre Sergio Merlo e don Renzo Girodo. Il Vescovo –già in Bassa Valle per conferire il sacramento della Cresima a Rubiana- ha raggiunto la festa poco prima del pranzo e ha invitato gli almesini a ringraziare il Signore per la fortuna di avere un parroco come don Ghiano. Merita forse citare ancora tutte le opere compiute dal pievano? (anche se egli afferma che è solo merito della Provvidenza). Bisogna dire che è un parroco speciale per aver fatto costruire una chiesa nuova nel centro del paese, per aver voluto una casa di riposo per anziani, per aver acquistato una casa alpina ed aver desiderato un oratorio per i giovani, per aver dato a una sede a molte associazioni? Che nonostante i prossimi ottantadue anni, continua ad essere un ottimo parroco, oratore e poeta? Se dovessimo elencare tutto il bene che ha fatto, non ci basterebbero alcune colonne di carta stampata. E allora lasciamo che siano i cuori degli almesini a dire grazie al pievano per qualsiasi cosa abbia fatto. E farà.

 Anna Olivero 

     
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