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Le campane stamani hanno suonato
più a festa di ogni domenica. Hanno suonato per voi, cari Sposi,
che ricordate un bel giorno lontano
quando insieme vi siete giurato
amor vero davanti all’altare. Siete oggi tornati, diversi da allora,
cambiati soltanto nel gioco del tempo,
già sposi d’argento, di oro e diamante,
più belli di prima e sempre contenti
di aver conservato, tra prove e disagi
pur nella dolcezza di giorni felici,
quel vincolo santo, firmato da Dio,
che ancora vi rende miracol d’amore.
In questa domenica, stagione di frutti,
con intima gioia, con cuore allargato
tra figli e nipoti, voi siete venuti
nel tempio di Dio per dirgli, sinceri,
le cose più belle che in cuore portate.
E io che sono il vostro Pievano,
con animo lieto, con rito di fede,
i palpiti vostri e le vostre speranze
raccolgo con gesto di affetto fraterno
e parlo al Signore per voi, impetrando
i doni più belli e le grazie speciali
che sempre aspettate e che oggi chiedete.
Dal cielo, qual manna, discenda abbondante
la prova d’amore di Dio che è Padre
e vede, consola, ristora e provvede.
Per voi, tutti buoni, di cuore io prego
la Vergine Santa che è madre pietosa
e meglio di tutti conosce l’amore.
Vi tenga per mano e ognor vi accompagni
nel bel proseguire del vostro cammino
con figli, nipoti, ed altri, anche tanti,
in tempo che allunghi la sua bellezza,
e sia la vita per voi, tutti cari,
un buon peregrinar guardando il cielo,
con l’anima in grazia e il cuore che ama.
Almese, 16 ottobre 2005.
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