|
Il Pievano e la Carità
Due sono i gruppi che, sotto la guida del pievano, ispiratore e coordinatore delle attività, operano nel territorio della nostra parrocchia. Il primo, in ordine di nascita, è il gruppo della San Vincenzo, unico esempio nella diocesi di Susa, fondato sul finire dell'ultima guerra; esso è formato da una decina di persone che si ritrovano presso i locali della parrocchia. L'altro gruppo, quello della Caritas parrocchiale, è oggi composto da una dozzina di aderenti coadiuvati da altrettanti collaboratori esterni, che si ritrovano mensilmente nei locali attigui al campanile. All'interno di tali gruppi si forgiano e cementano amicizie, si prova la gioia dello stare insieme per una finalità condivisa e si sperimenta che si riceve ben più di quanto si dona. Sia la Caritas sia la San Vincenzo rivolgono la loro attenzione anche alle iniziative, diocesane e non, di più ampio respiro; in particolare, la Caritas ha dedicato molto spesso il suo impegno nell'aiuto alle missioni delle Suore della Beata Anna Michelotti in Madagascar. Fortunatamente, oggi, le necessità di assistenza materiale nel contesto in cui viviamo sono limitate, anche se non è facile raggiungere le persone bisognose, che spesso nascondono le loro difficoltà. D'altro canto, esiste solo l'imbarazzo della scelta del luogo cui indirizzare il nostro aiuto, considerate le immagini del mondo sottosviluppato che i media quotidianamente ci propongono; certamente, da questo punto di vista, abbiamo tutti una grande responsabilità, perché non potremo mai dire che non sapevamo... e il detto evangelico "avrete ciò che avete donato" non ci può lasciare indifferenti nel nostro stesso interesse. Con le parole e con l'esempio, il pievano ci sprona a non dimenticare l'imperativo dell'attenzione al prossimo e a far crescere nei nostri cuori l'autentica Carità. Non dobbiamo poi dimenticare che, oltre alle necessità di ordine materiale, sono diffuse nella nostra realtà esigenze di soccorso spirituale che è generalmente difficile affrontare in modo conveniente; per queste ultime crediamo che il pievano abbia una particolare sensibilità unita a tatto e discrezione. Certamente queste opere di misericordia non si palesano in modo evidente, ma rimangono nel cuore di chi ne ha beneficiato e saranno sicuramente registrate a scomputo dei nostri errori e delle nostre debolezze. A conclusione, riporto una frase molto semplice contenuta nella lettera di San Paolo ai Galati: "Non ci stanchiamo mai di fare il bene, perché se non ci stanchiamo, a suo tempo mieteremo". Pietro Davy
|