10 Ottobre 2004 + canonico Ettore Ghiano + 50 anni ad Almese

Il Pievano e i Giovani 

    Il pievano e i giovani. Giovani di cinquanta, venti, dieci anni fa. I giovani di oggi, quelli che con il loro tipico entusiasmo lo vogliono festeggiare, perché un traguardo così importante, come il suo, neanche se lo immaginano. Eppure questo 10 ottobre è solo per lei e per chi le ha vissuto accanto cinquant'anni ad Almese. Ci siamo anche noi giovani insieme a quelli che ora sono diventati mamme e papa, nonni o nonne. Ci siamo anche noi e vogliamo dire grazie al pievano. Grazie per non aver mai perso una lezione di catechismo, per aver giocato con noi a pallone seppur con quella talare, non certo troppo comoda per due tiri a calcio. Grazie per averci insegnato con l'esempio il messaggio di Cristo con la costanza di chi sopporta dei bambini a volte un po' disattenti e vivaci. Non c'è nulla di più efficace che una testimonianza credibile e una rettitudine di vita per spiegarci il Vangelo.  Grazie  per  averci  regalato Sagnalonga, l'oratorio, per aver permesso che nascessero gruppi come l'Azione Cattolica Ragazzi e gli Scout. Se il pievano non li avesse voluti per noi, non avremmo potuto crescere in istituzioni che ci stanno dando tanto. Se non ci volesse davvero bene il pievano, forse lascerebbe perdere tutti i grattacapi che spesso ne scaturiscono, forse non vorrebbe permetterci a tutti i costi di avere ancora una casa alpina solo nostra. Grazie per averci spronati a essere un modello unico per gli altri; grazie per averci dimostrato affetto e gratitudine, anche se magari dietro qualche timido silenzio. Grazie per aver continuato a essere presente nonostante il sempre più ampio divario d'età: a volte non conta, per noi è come se lei fosse un po' un nonno speciale. Ce la passa questa definizione? Ai nonni si vuole un bene particolare, forse non si ride e non si scherza come con un coetaneo ma questo perché con essi esiste un legame più intimo e profondo.
Caro pievano, continui a essere per noi un punto di riferimento e lo sia ancora per molto tempo, perché non è facile immaginare Almese e la nostra parrocchia senza di lei. Ormai siete un'entità sola e tutti i giovani delle generazioni di questi cinquant'anni passati vedono in lei una figura storica e nello stesso tempo più presente che mai. Dai giovani di ieri, da quelli di oggi e da tutti quelli che la conosceranno in futuro, grazie!

 

 Anna Olivero

     
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