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La promessa
Attraversò la chiesa
buia, rischiarata appena dalla luce dei lampioni che filtrava dai vetri
colorati. Chiuse la porta. Dagli spiragli si insinuava un'aria gelida, fra
poco avrebbe preso a nevicare, così dicevano le previsioni.
"Uomo dei dolori" pensò, "nascosto dentro il corpo innocente di un bambino". Per quell'uomo aveva scommesso la vita, aveva accettato il rischio: "Chi perde la sua vita per me...". Quante volte, nei momenti più difficili, lo aveva invocato ricordandogli la promessa quante volte si era sentito nulla, fragile come l'erba. "L'uomo è un'ombra che si agita nel vento " Eppure quella notte ciò che provava di fronte al bambino di Betlemme non era il timore che si sente davanti a un dio ma la tenerezza di Giuseppe, che in disparte, alle spalle della Madre, contemplava quel Figlio non suo, ma a lui affidato.
"Nuntio vobis...".
Gli tornarono alla mente le parole latine sentite già da piccolo quando i
genitori lo portavano in chiesa, e poi studiate in seminario, e ripetute
ancora all’altare. ... una grande gioia". Allungò una mano per sfiorare i
piedi freddi del bambino. Ecco, si disse, forse il centuple è questo. un racconto di Giuliana Bertolo
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