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Care Sorelle!
1. Con grande gioia vi accolgo e tutte cordialmente vi saluto. Il mio pensiero
va innanzitutto alla vostra Superiora Generale, che ringrazio per avermi voluto
presentare le attese ed i progetti del vostro Istituto. Saluto, poi, le
Consigliere Generali ed ogni membro della vostra Congregazione.
Voi siete venute a rendermi visita in un'occasione quanto mai singolare per la
vostra Famiglia religiosa. Ricordando, infatti, il 125° anno di fondazione e il
25° della beatificazione della vostra Fondatrice, Suor Anna Michelotti, voi vi
disponete a celebrare un giubileo nel Grande Giubileo.
Questa provvidenziale circostanza vi offre l'opportunità di riflettere sul
valore e sull'importanza del tempo che, come ricordavo nella mia Lettera
apostolica Tertio millennio adveniente, nel Cristianesimo ha un rilievo
fondamentale. Dentro la dimensione temporale viene creato il mondo, al suo
interno si svolge la storia della salvezza, che ha il suo culmine nella
«pienezza del tempo» dell'Incarnazione e il suo traguardo nel ritorno glorioso
del Figlio di Dio alla fine dei tempi (cfr n. 10).
Nel periodo che va dall'Incarnazione al ritorno glorioso del Signore, lo Spirito
guida la Chiesa perché, grazie all'opera di tante anime generose, continui a
recare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a
proclamare la libertà degli schiavi e la scarcerazione dei prigionieri, a
promulgare l'anno di grazia del Signore (cfr Lc 4,16ss). Nelle varie epoche
della storia, pertanto, è sempre lo Spirito Santo che, in esecuzione del
progetto del Padre, suscita diversi carismi a servizio della Chiesa e
dell'intera umanità (cfr Redemptionis donum, 15).
2. Care Sorelle, voi vi presentate al mondo quali «Piccole Serve del Cuore di
Gesù per gli ammalati poveri». Il vostro nome costituisce un programma di vita
per ciascuna di voi. Sentitevi "piccole" per poter sperimentare in voi le
predilezioni del Maestro divino (cfr Mt 11,25). Coltivate in voi lo spirito del
"servizio" verso il prossimo, sull'esempio di Colei che amò definire se stessa
"ancella del Signore" (Lc 1,38; cfr 1,48). Andate agli ammalati in spirito di
povertà, con la sola ricchezza di Dio al quale siete consacrate, e portate loro
il vostro amore materno. Secondo quanto amava raccomandare la vostra Fondatrice,
"non dite «vado dall'ammalato», ma: «vado a consolare il cuore di Gesù
sofferente». Se voi andrete con questo spirito di fede, state tranquille e
sicure che li servirete bene" (Parole vissute, p. 43). La visita all'ammalato,
soprattutto nell'Anno Giubilare, sia per voi il primo e più impegnativo
pellegrinaggio.
Nell'Esortazione apostolica Vita consacrata affidavo alle Comunità religiose il
compito di far crescere la spiritualità della comunione (cfr. n. 51). A voi, in
particolare, affido il compito di essere segno e memoria della carità che si
mette in cammino verso l'ammalato. Vi sia in ciò di esempio la Vergine Maria,
che lasciò la sua casa nella Galilea per andare verso le montagne della Giudea,
presso la casa della parente Elisabetta, bisognosa di aiuto.
La ricorrenza significativa che vi apprestate a vivere diventi per voi spinta a
riappropriarvi del vostro carisma; vi renda sempre più fedeli allo spirito ed
alla finalità della vostra Fondatrice; sia un momento di maggiore e più
penetrante spirito di fede, che vi faccia contemplare il volto del Signore in
ogni ammalato che visitate. Non ha forse Egli detto che qualunque cosa verrà
fatta a uno solo di questi suoi fratelli più piccoli la riterrà fatta a se
stesso? (cfr Mt 25,40).
3. La vostra opera nel corso di questi anni è andata sviluppandosi oltre i
confini dell'Italia ed oggi siete presenti in Madagascar e in Romania. Auguro
che essa si diffonda ulteriormente e prego perché la vostra testimonianza possa
essere per tutta la Chiesa segno di quel pellegrinaggio interiore, che spinge il
credente a lasciare tutto per andare con Gesù verso ogni uomo o donna bisognosi
di soccorso. Fate in modo che in ogni vostra Casa sia presente la tenerezza di
Dio Padre verso le creature provate dalla malattia.
La duplice celebrazione ormai prossima vi rinsaldi nel vostro carisma e vi renda
sempre più fedeli allo spirito e ai desideri della Beata Anna Michelotti. Sia,
inoltre, un momento di maturazione nella fede, che vi conduca a vivere sempre
più profondamente la vostra vocazione. Siete chiamate a contemplare il volto del
Signore in ogni ammalato che visitate, come ebbe a scrivere la Fondatrice: "Noi
apparteniamo a Gesù; serviamo Gesù che è verità incarnata ed eterna, che non
inganna, perché le sue promesse sono infallibili e non lascerà senza ricompensa
neanche un bicchiere d'acqua dato per amore" (Parole vissute, p. 42).
La beata Anna Michelotti vi protegga. Da parte mia, vi assicuro un ricordo nella
preghiera e di cuore a tutte imparto la mia benedizione, che estendo volentieri
all'intera vostra Famiglia religiosa, in modo speciale alle aspiranti, alle
giovani in formazione, alle Suore ammalate ed a quanti incontrate nel vostro
quotidiano apostolato.
Dal Vaticano, 30 Novembre 1999
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